L’anima buona di Brecht: prima serata al Teatro Sociale

E’ stato  emozionante inaugurare il percorso dell’abbonamento di quest’anno con un pezzo grosso del teatro del ‘900: Bertold Brecht e “L’anima buona del Sezuan”, opera da lui scritta durante l’esilio e forse meno nota di quanto meriterebbe.

Bontà e malvagità: se può apparire facile descriverne i perimetri di senso, più complesso risulta tradurle nel corso delle cose senza inciampare in contraddizioni, controindicazioni, compromessi. Con la fiaba di Shen- Tè, prostituta eletta dagli dei “anima buona”, incaricata di rimediare da sola alla miseria e di controbilanciare alle ingiustizie dell’intera sua comunità, Brecht ci ha dimostrato come la polarità tra bene e male possa perdere di definizione nella storia e nell’ agire verso la società.

Il mondo non lo cambi è l’amaro alibi condiviso che sembra vanificare gli sforzi della ragazza, troppo generosa e debole per rispondere a tutte le richieste dei suoi approfittatori. Il dramma non muove riflessioni esclusivamente sull’incompatibilità tra bene personale e bene collettivo, ma anche sulla vigliacca inerzia di ciascun individuo verso la concreta possibilità di trasformare la società.

A rafforzare l’universalità del messaggio  hanno concorso diversi elementi: la “disumanizzazione” dei personaggi attraverso l’uso delle maschere, la loro caratterizzazione quasi caricaturale, i diversi ma fissi stili gestuali che ricordavano le marionette del teatro delle ombre cinese.

Anche le scenografie, ridotte a pochi palchetti di legno disposti simmetricamente, con un sipario nudo alle spalle , non avevano la funzione di illudere uno spazio concreto ma di rappresentare una dimensione atemporale. Ho apprezzato in particolare che sul palco, visibile insieme ai nove attori, ci fosse anche Christian Ravaglioli, che ha eseguito dal vivo le musiche originali dello spettacolo, passano dal pianoforte alla fisarmonica, al flauto. Una performance nella performance, l’idea di un’intrusione del reale così palese forse non sarebbe piaciuto a Brecht, ma l’effetto complessivo l’avrebbe convinto.

 

immagine in copertina da: www.teatro.it

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1 Response

  1. Laura ha detto:

    Meraviglioso…
    Attori bravissimi ed ho apprezzato molto anche la musica che li ha accompagnati per tutto il tempo.
    Attendo con ansia il prossimo spettacolo 🙃

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